E' dalla trachea che dovrete temere non il respiro, ma emetici tossi di rabbia e dolore

...e se vi tagliano la gola tranquilli: è l'Italia.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

VISITORS

Questo sito non rappresenta
una testata giornalistica
in quanto viene aggiornato
senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto editoriale
ai sensi della legge
62 del 7/3/2001.

concorso 2009

venerdì, 26 giugno 2009

Senza remi

La donna mia m'attende
oltre il mare
e non c'è più acqua
solo una chiazza insapore

la mia certezza è il gallo
è il sole che piange
se solo fossimo capaci
di amarci
non ci sarebbe il mare
nemmeno l'aria
e gli spazi oltre il muro

a volte soffro la vertigine
  sarà questo legno di te
che mi stringe, secco

fammi coagulo
in rotta verso le rocce
a incagliarmi
non avrò necessità
sarà solo la prua
a ledersi tutt'al più
e se amore carnale sapore
la spuma di sangue
le corde di cembalo,

ahi che feroce orizzonte
poi dal nulla:
TERRA!!!
Scritto da zorrokamikaze alle 10:49 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
giovedì, 25 giugno 2009

Per batter gli elefanti

Insieme sulle punte

                                       dei piedi

armati anche di trampoli

incapaci anche di battere le mosche

con le corone da martiri

giocammo coi leoni

e dichiarammo guerra agli elefanti

per batter gli elefanti

combatterli e perire,

coi calzoni alle ginocchia,

un naso rosso triste,

e un fallimento al giorno,

armati di bottiglie

per ridere e morire,

e il cranio a prender aria

traditi e sempre invitti

per batterli e perire

insieme sulle punte

e un fallimento al giorno,

armati anche di trampoli

tutti insieme


per batter gli elefanti !



(Sandor Torvjollit - La Linfa del Cemento, Ed.Beit 1982)

 

Scritto da zorrokamikaze alle 19:56 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: sandor torvjollit
mercoledì, 03 giugno 2009

Strade autentici paradossi

Rinunciando alla trance
ci siamo sporcati le mani
con la realtà
ahi la realtà

con le effusioni
inquietanti
delle soubrette
il monitor
largo come un seno
ci siamo sporcati
anche le ossa
di latte di mammelle
e le tue energie
votate al nulla,
mi raccontasti
una storia
e invero ti ascoltai
non per distrarmi
ma per rifarmi
le orecchie
e ancora tombe
non germogli
i nostri figli
senza croci
il germe
che strazia
germe
s'appoggia
colpo apoplettico
ingombri
di cuori
e fini solo
alle carezze
come morte
le melodie
ci accarezzavano
ci interessavano
e mai votai il tuo nucleo
micidiale, uterovaginale
fermi a rigide
compressioni
atmosferiche
reazioni atomiche
e i ciuffi colorati
le gengive
sempre in mostra
come cani da paura
votati allo spergiuro
malati e mai guariti
malati e mai guariti
oltre lo schiaffo
la carne non perdona
lo so
infatti
tornai
da Praga
a mani vuote,
e tu?
Scritto da zorrokamikaze alle 12:09 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
domenica, 24 maggio 2009

Esce con Ecopoetico su myspace



NON VIDI CADAVERI BACIARSi

Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero
per le cose che tornano

Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero
per le cose che tornano
come l'inverno che giace
in primavera
come l'inverno che giace
in primavera

non vidi cadaveri baciarsi
sulla luna
esplosa livida di mestizie

gravida di certezze,
come paglia
(probabilmente)
arderemo di dolcezza
come paglia

il dottore certo
il dottore non avrà dubbi
sulle soglie dello sterno

sarà tolta la condanna,
del fiore interno
(probabilmente)
tolta la condanna
del fiore interno.
Scritto da zorrokamikaze alle 15:43 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: musica, immagini, annunci
mercoledì, 20 maggio 2009

Quattro anni e Sandro non torna

Mondo:
queste le mie mani,
queste le mie ali
di carogna

fossimo fatti
di materiali
stoici
passeremo allora
anche la discarica
anche la tossica
risaia
alcalina,
anche l'acquedotto
e le piene della fogna
ma,
ma, siamo poco...
poco meno
che carne,
e per questo
soggetti
all'erosione dei rottami
dagli squali di ruggine
e dagli ospedàli,
la fuliggine e lo scarico
dagli elefanti con le ruote
dall'asfalto poco morbido

e poi

dall'indifferenza,
Nostra Signora
Maestà




Dedicato a Sandrino N. , trucidato quattro anni fa da una quattroruote vigliacca e ipocrita, e dalla diffidenza dei miei concittadini.
Scritto da zorrokamikaze alle 12:13 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 16 maggio 2009

Come fare un film contro S.B.

Ho appena visto "Ho ammazzato Berlusconi" e "Shooting Silvio". Entrambi lungometraggi che esprimono amore verso il nostro beneamato premier. Entrambi tratti da libbbbbri che hanno spopolato fra i sinistroidi. Entrambi portati avanti con rara mediocrità, la cui potenza comunicativa rasenta quella di un elefante morto col cervello pieno di vermi. Ho notato che questi film, che vorrebbero lanciare un messaggio all'italiano medio,hanno parecchio in comune, soprattutto gli aspetti negativi.
Stilo pertanto una serie di ingredienti che i film su Berlusconi hanno e dovranno avere in futuro (tanto la retorica sarà sempre quella).


*COME FARE UN FILM CONTRO BERLUSCONI

1) Scrivere prima un libro (non importa se di merda, va bene anche il print on demand)

2) Parlare in continuazione di Berlusconi dall'inizio alla fine. Wilde non ci ha insegnato niente.

3) Fare retorica. Tantissima. Da nausea.

4) Mettere propositi omicidi su di lui. Non sia mai che il film abbia contenuti intelligenti.

5) Essere ridicoli.

6) Mettere messaggi di estrema sinistra. Mi raccomando. Lui non è il nemico della politica, ma di una sola parte.

7) Invitare attori famosi a fare da cameo. Si sa che attirano.

8) Essere stucchevoli.

9) Cercare di evitare attori bravi. In caso contrario, pazienza.

10) Oh, non scordatevi il punto 5, eh

Adesso siete pronti a realizzare un film contro berlusconi, ricco di gag, stupidità e a bassissima percentuale di contenuti. Tenete presente come termine di paragone sempre "Shooting Silvio", se riuscirete a superarlo avrete fatto una cagata con i controfiocchi.

Ah, ovviamente queste opinioni le sostengo per fare propaganda al PDL.
E' lampante.
Scritto da zorrokamikaze alle 22:34 | Link | commenti (1) | Versione Inglese | Categorie: recensioni
lunedì, 27 aprile 2009

Ragazzo di napalm

Con lo sguardo altrove e una strana aria
mi involai nell'abisso e sognai quei diavolo di prati
che ho perduto ho perduto ho perduto
e questo ragazzino emaciato sotto il ciliegio fiorito
                                                           l'albero della sposa
terreo il ventre, seduto appena;
il suo viso un paesaggio rupestre vetrificato
in una posa che è meglio non dire, non raccontare
ragazzo di napalm, ragazzo di sale


(Sandor Torvjollit, Ed.Beit "La linfa del cemento, 1982)
Scritto da zorrokamikaze alle 21:43 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: sandor torvjollit
martedì, 21 aprile 2009

Merda

"Un insulto ogni 8 minuti.  Purtroppo è questo il triste primato della televisione italiana. I momenti di rabbia incontrollata verbale, i gesti di prevaricazione e violenza all'interno dei programmi tv sarebbero ormai la norma.

Sono questi i risultati che emergono da uno studio di Comunicazione Perbene, l’associazione senza fini di lucro che si batte per una nuova “Ecologia della Comunicazione” e che ha intervistato 130 esperti e monitorato le reti nazionali per individuare che spazio hanno litigi e risse nei programmi: 32 ore al giorno sono a rischio, situazione che peggiora la domenica, con 40 ore. Nella pratica ogni 8-10 minuti su uno dei principali canali, si puo' ascoltare un insulto o una lite.

E ciò che più dà fastidio è che nessun rispetto viene esercitato nei confronti della cosiddetta fascia protetta. Secondo il 64% degli intervistati, questo modello di comportamento può avere effetti devastanti sul pubblico dei bambini e degli adolescenti i quali possono crescere convincendosi che aggredire gli altri, anche se solo a parole, possa essere la prassi quotidiana. Lo studio di Comunicazione Perbene ha individuato quattro macrocategorie di programmi a forte rischio-insulto.

In questa deprimente classifica, meritano la prima posizione i reality show e i talent show con la rissa sfiorata al GF9 ancora fresca. La media rilevata è un insulto ogni 8 minuti. Secondo gli esperti, in queste tipologie televisive, la rissa è volutamente ricercata o scritta dagli autori perché evidentemente “fa ascolti”. Al secondo posto, ma staccati di un nonnulla, i talk show e i programmi di approfondimento e informazione. Qui la rissa verbale scoppia ogni 10-11 minuti. 

Al terzo posto, le trasmissioni di sport che, sino a qualche anno fa, erano le uniche a registrare questo fenomeno, acquisito in seguito anche dagli generi. Qui la sopraffazione verbale si registra ogni 12-15 minuti. Un esempio su tutti? La recente lite in diretta tra Enrico Varriale e Walter Zenga.

Ma anche i programmi di intrattenimento non vengono meno a questa riprovevole regola della neo-televisione. Qui la fanno da padrone i salotti dei contenitori domenicali, nei quali in media scoppia una rissa verbale ogni 18-20 minuti. E come non ricordare lo storico litigio tra Pappalardo e Zequila successo a Domenica In?

Ma è davvero questo quello che vogliamo vedere, è questa la Tv che ci interessa?"

 

Fonte: http://it.tv.yahoo.com/blog/article/22987/

Scritto da zorrokamikaze alle 14:12 | Link | commenti (3) | Versione Inglese | Categorie: news
domenica, 12 aprile 2009

A volte se non toccassi il cielo

A volte se non toccassi il cielo
                               per picchiarlo
mi accorgerei che è solo un bambino azzurro.
So già il giorno in cui mio nipote verrà
                                     in un altare d'aperta campagna
e urlerà al vento "il nonno è morto! il nonno è morto!"

lì dove solo le anatre si permettono di morire,
lì dove si fan messe cogliendo fiori secchi

non capirò mai perché labbra azzurre
sono peggio di labbra rosse.
L'azzurro è il colore dell'azoto nell'atmosfera,
mentre il rosso invece, è il colore delle trincee.

Diteglielo,
a chi supplica la vita,
che siamo fatti delle nuvole peggiori,
che siamo vigliacchi come quelle nuvole
                                               a quadretti

La diagnosi, è la stessa, sempre la stessa:
siamo azzurri
come mutande, telefoni, coperte, giocattoli
e a me basta.


(Sandor Torvjollit, "La linfa del cemento", Ed. Beit, 1982)
Scritto da zorrokamikaze alle 16:40 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: sandor torvjollit
mercoledì, 25 marzo 2009

Altrove da me - Lucilla Galanti, Ed. I Sognatori

Stenta davvero a iniziare, ALTROVE DA ME.
Come un motore a scoppio di quelli vecchi, che hanno bisogno di più giri di manovella per mettersi in moto. Allo stesso modo, questo libro desidera attenzione, o si rischia all'inizio di trovarlo noioso. Almeno, questa è l'impressione che ha dato a me, non dovete prenderla come un assunto assoluto.
Però...però...man mano che ti addentri nella fitta trama, tutta quell'atmosfera onirica, psicologica, triste, claustrofobica, surreale, oscena, divertente, grottesca, misteriosa...beh a quel punto volente o nolente, ti piglia. Davvero. Inizialmente da buon ignorante quale sono lo snobbavo un po' ALTROVE DA ME, devo ammetterlo, solo che...a un certo punto ha preso a inseguirmi. Proprio come gli oggetti parlanti descritti da Lucilla nella narrazione, questo libricino ha preso a rincorrermi. Ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni sera mi guardava sul comodino, con quei mille occhi da pesce che fin da subito mi avevano attratto quando uscì mesi fa.
"Leggimi" si limitava a dire, ermetico come Il Saggio del racconto, amico della protagonista. Poi sempre più petulante, insistente. Finché la mia attenzione non l'ha avuta del tutto, assorbendomi fino all'ultima pagina. Ma era troppo tardi. L'avevo finito. Con l'amaro in bocca, lo ammetto. Proprio quando stavo iniziando ad affezionarmi alla protagonista e ai suoi comprimari. Desidero però fare un appunto verso gli altri recensori: non ho percepito nulla di Cronenberg nelle trasformazioni continue che sbocciano durante la storia. Trovo che ci siano poche analogie con il regista canadese, il quale predilige una profondità anche carnale oltre a quella psicologica. In ALTROVE DA ME la carnalità è abbastanza soffusa, per lasciare spazio alle nebbie del delirio, per cui si ha una situazione che è più "eterea" con sporadiche immersioni sensoriali. Cronenberg ti penetra nell'epidermide mostrando la contorsione che possono raggiungere i corpi umani. ALTROVE DA ME invece è sapientemente giocato sul fantastico e l'allucinazione. Ecco, spero di essermi spiegato perché talvolta non so trovare le parole giuste nemmeno scrivendo. Fatto sta che il libro mi ha tirato dentro, e possiede ancora una parte di me al suo interno. Un magnete o un corpo celeste densissimo che non può non trarre a sè gli incauti sventurati che amano il sogno e la follia.
Da segnalare le seguenti frasi che ti lasciano solchi di 15,3 cm sull'anima:
Pag. 30, ventottesima riga.
Pag. 39, ventottesima riga.
Pag,103, ultima riga.
Buona caccia al tesoro, ne vale la pena.
E che il disagio sia con voi.
Scritto da zorrokamikaze alle 17:27 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: recensioni
martedì, 24 marzo 2009

Fosse vero

Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero
per le cose
che tornano
come l'inverno
che giace in primavera
e la bufera che
fu tutta in casa mia
da un malchiuso torace
non ti diede
farfalle
Scritto da zorrokamikaze alle 10:26 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie

A volte semmai

Periferie di malessere
ipocondria
periferie di pensiero
poi a Messina, il terremoto
due mesi dopo, il futurismo.
E come vedo i suoi capelli
sempre girati
a celare il volto
porrei uno scranno
magari un periscopio
per poterti guardare
e non mi guardi.

Perché anche lei leggera
bandiera bianca vela
noi sempre disuniti
a lacerare il tempo
Scritto da zorrokamikaze alle 10:05 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
domenica, 22 marzo 2009

Il mago

Scritto da zorrokamikaze alle 12:16 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: immagini
lunedì, 16 marzo 2009

A Lecce, presentazione di "Le commedie del buio"

Scritto da zorrokamikaze alle 18:54 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie, immagini, annunci
domenica, 08 marzo 2009

Soli come le cime dei cipressi

Perché
continuando a lottare
nel nome
del dolore
e della pienezza
della vita,
sudore
nella strada
dritta e scabra
come un cranio
troppo priva di carne
viva
di niente tranne
del mio amore storto
che non va
e non deve andare
perché va tutto bene
e così deve andare
come se fosse inutile
respirare e creare,
tanto vale
non pensare
a quella bocca
e tanto vale
tacere
che anche solo
a pensarla
si piene l'arteria
di chiodi
e niente
niente può guarire
Scritto da zorrokamikaze alle 19:07 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: poesie
giovedì, 05 marzo 2009

Le strade che piegano sugli orli di strapiombi

Fieri
con le armature divelte
affrontammo
gli uragani
e qualche volta
umidi
col furore delle dita
fermavamo
per quel che serve
la pioggia e la nebbia
talora spogli delle pelli
senza ripari
ginocchioni
con il naso al vento
senza paura del vento
torturati di fiori
senza paura dei fiori
e il freddo il corollario
la rivolta del cielo
l'ossario il rudere il rottame
il bianco nelle calde pareti
polmonari
i nasi sempre al vento
la cima delle chiome nostre
sempre belle sempre eterne
e l'intuizione delle ossa secche
sotto carne sotto pelle, ecco!
La poesia.
E' un atto.
Di.
Coraggio.
Scritto da zorrokamikaze alle 12:19 | Link | commenti (3) | Versione Inglese | Categorie: poesie
lunedì, 09 febbraio 2009

FUTURI CONNESSI



  FUTURI CONNESSI

Una serata di proiezioni, performance, reading e follia, dal Futurismo al Connettivismo

Milano, 9 febbraio 2009

Sabato 28 febbraio prossimo, presso lo Spazio Polaresco di Bergamo, il Centro Universitario Teatrale e il Movimento Connettivista, in occasione del centenario della fondazione del Futurismo, presenteranno uno spettacolo dedicato a due avanguardie artistiche italiane, accomunate dal desiderio di varcare i confini del presente: il Futurismo storico, appunto, e il Connettivismo attuale.

Gli attori del CUT si esibiranno nella recitazione di testi di produzione futurista, mentre i connettivisti metteranno in scena alcune loro creazioni: a cominciare dal manifesto stesso del Connettivismo, per poi proseguire con la proiezione del corto cinematografico Lo Specchio e la Pistola, per la regia di Alberto Rizzi, tratto da un racconto di Alex "Logos" Tonelli, che verrà a sua volta teatralizzato da Giuliano Gariboldi, attore e docente del CUT; per continuare con il reading futurista-fantascientifico di Lukha Kremo Baroncinj, tratto dalle pagine del suo ultimo romanzo, Gli Occhi dell'Anti-dio: gli impulsi gotico-cibernetici di Sandro "Zoon" Battisti, co-fondatore del movimento nonché webmaster del portale Cybergoth; i deliri surreali di Mario "BlackM" Gazzola, che offrirà una lettura drammatizzata del suo racconto Barriere; le atmosfere catartiche di Visione, a cura di Paolo "Evertrip" Ferrante; per poi finire con il reading collettivo Cadenze Cosmiche ai Margini di un'Eclissi Cibernetica, testo nato dalla penna di più di dieci autori connettivisti nel corso di una sessione di scrittura collettiva on line tenutasi il 23 dicembre 2008 sulle pagine elettroniche del blog Supernova Express. Tutto questo e altro ancora è Futuri Connessi.

Il CUT

La compagine teatrale del CUT nasce a Bergamo nel 1978. A partire dal 1993, il centro è interamente gestito da studenti universitari. La direzione artistica è attualmente affidata al veterano Claudio Morandi. Nel corso degli anni, il centro si è distinto per la capacità di valorizzare le leve locali e per l'alto livello qualitativo espresso sul palco. L'associazione produce con continuità spettacoli e promuove serate e rassegne teatrali liberamente organizzate.

Il Connettivismo

Il movimento connettivista viene fondato nel 2004 da Sandro Battisti (autore di moltissimi racconti e romanzi apparsi su riviste e antologie, e conduttore di un programma radiofonico, Tersicore), Marco Milani (scrittore pubblicato sia in Italia che all'estero, oltre che editore con le Edizioni Diversa Sintonia) e Giovanni De Matteo (quest'ultimo vincitore nel 2006 del mondadoriano Premio Urania, con il romanzo Sezione Pi Quadro). Da allora, il Connettivismo ha prodotto due antologie narrative (Supernova Express, del 2007 e per la Ferrara Edizioni, e Frammenti di Una Rosa Quantica, del 2008, pubblicato dalla casa editrice milanese Kipple Officina Libraria), oltre a ben undici numeri della rivista Next, braccio divulgativo cartaceo della poetica connetivista, che unisce fantascienza e speculazione pura – scientifica, filosofica ecc. – oltre a poesia, critica, sperimentazione e sguardi sul futuro presente, in un crescendo memetico che di numero in numero rischia di esplodere ben oltre i confini della Singolarità. La compagine connettivista è in costante crescita, poiché il Connettivismo non è un movimento chiuso, anzi, è rigorosamente open-source, aperto a chiunque senta di condividerne principi e idee.

Di seguito le coordinate dell'evento.

Dove? Presso lo Spazio Polaresco, in via Polaresco, 15 a Bergamo.

Quando? L'inizio delle performance è previsto per le ore 21,00.

L'ingresso è gratuito.

Per informazioni e contatti: futuri.connessi@gmail.com

Scritto da zorrokamikaze alle 15:14 | Link | commenti (3) | Versione Inglese | Categorie: annunci
giovedì, 05 febbraio 2009

Etcetera

Il cacciatore bianco
il nido ti farà
nei seni e fra le gambe
per rubar la Verità
dalla beata carne
che hai,
perchè nella selva
s'è perso
in un chiarore inaudito
di luna, ma seguimi:
è da queste parti
che oltre la bruma
mi persi e non ricordo
l'odore
non serbo rammenti;
 la stoffa
del tuo girovita
la pelle che sussurrava
aliti tremiti
e non è
RIPETO
non è sessuale
questo odore
di stoffa di carne
che si perde
ma altro
e il cacciatore bianco
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre gote
le tue le tue soltanto.

Etcetera.
Scritto da zorrokamikaze alle 20:11 | Link | commenti (1) | Versione Inglese | Categorie: poesie
mercoledì, 28 gennaio 2009

Un sogno dentro un sogno vol.2



Continua la serie di antologie "Un sogno dentro un sogno", secondo volume ricavato dai vincitori dell'ominimo premio indetto dalla casa editrice I Sognatori. L'oggettino in questione che vedete sembra a prima occhiata un'opera fatta a mano da un monaco amanuense, che dalla copertina al contenuto sembra aver lavorato di pennino fino all'ultima riga. Ancora complimenti a Francesca Santamaria per la scelta grafica "infantile" ma immediata. Entriamo nel libro.
E' necessaria una premessa o due: prima di tutto devo fare i miei complimenti alla quantità di vincitrici (sette su dieci!!!) che hanno avuto l'onore di finire in antologia, decisamente una rivalsa nel panorama editoriale femminile.
In secondo luogo, sono rimasto stupito dalla ricorrenza di certe tematiche ( la morte in primis, vista da parecchi punti di vista originali) e certi elementi ciclici, tra cui il misterioso numero 12. Dodici anni. Due e dodici. Dodici dodici dodici. Ma non era 23 il numero maledetto???
A parte questo scherzoso intro, passiamo all'analisi dei racconti dell'antologia.

Novembre di Francesca Tibo inizia appunto col tema della morte, con il messaggio positivo di tenere l'Oscura Signora a dovuta distanza dalla vita dei bambini...in linea generale ho apprezzato molto, soprattutto il finale "sonoro".
L'estro disarmonico fa della surrealtà e della poesia extraurbana un cavallo di battaglia, da segnalare i bellissimi "fotoni rispettabili", un gioco continuo di ossimori e paradossi che culmina in un finale da pianto, sì ve lo assicuro qui c'è davvero da lacrimare. Complimentoni al signor D'arcangelo.
Il colonnello se ne è andato via tratta di un altro dei temi ricorrenti dell'antologia, l'orrore della guerra. Un racconto per metà psicologico e per metà che fa perno sulla realtà spagnola di quel periodo, dell'orrore che si stava attraversando, visto in parte con gli occhi di una bambina e del suo genitore ricco di dignità.
Per sua divina provvidenza è uno sciabordarsi nei mondi psicologici della signorina Vajngerl, da bizzarre apparizioni mistiche a nuovi sogni vegetali, animali, ricordi che fioriscono e rifioriscono fra le mura della mente protagonista, che si accorge alla fine di...
Il vero Luigi. Stefano Mascella ci mostra, non senza una certa ironia, di come può essere ripartita la psiche umana, nei suoi schizofrenici desideri e pulsioni, che non mancano di porre un certo interrogativo, che verrà ripreso in altri racconti: siamo noi il sogno di qualcun altro?
Sogno e son destro. Graditissimo sempre lo sperimentalismo, ma non in questo caso. Niente di personale, non mi è piaciuto. A voi lettori la parola.
Angelus. Il tema della Shoah è sempre scottante, ma visto in quest'ottica favolesca-mistica decisamente ha del bello. Una forza che trascende carni consumate nell'Arbeit Macht Frei, una forza vitale che si eleva oltre le barriere indebolite del fisico umano, ancora una volta protagonista il bambino, figlio dell'orrore, dello Zeitgeist del nostro tempo, vincitore a suo modo nella realtà che lo vedrebbe perdente. Applauso alla signorina Armentano.
Mente cosmica. Adoro la fantascienza, e vedo Philip K. Dick continuare a dare ispirazione come una eco continua. Il tema delle OOBE preconizzate da Timothy Leary applicate al postumano, per quel che ne so, non è mai stato affrontato in questo modo, e questo pone l'originalità del racconto in lista fra i miei preferiti, per non parlare della spruzzatina di attualità che non fa mai male. E' questo il ruolo che deve giocare la fantascienza, da sempre: prefigurare scenari, dare risposte prima delle domande.
Il verbale della seduta. Chi ha detto Kafka? A voi la parola con questo racconto paradossale :-)
Oltre l'arcobalneo. L'ultimo racconto, uno stile che ricorda le favole greche romane del Fedro e dell'Ovidio citato all'inizio. Anche la prosopopea delle entità descritte mi da di già sentito, per non parlare del finale. Bella rielaborazione delle vecchie favole, d'accordo, ma...quindi? Non mi ha convinto.

In generale, posso dire che mi ha soddisfatto questo caravellare nei mondi di questi dieci scrittori/trici, consiglio a chiunque possieda un portagioie di infilarci questo oggettino che sembra fatto a mano, continuazione egregia del primo episodio di Un sogno dentro un sogno
Scritto da zorrokamikaze alle 09:46 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: recensioni
domenica, 25 gennaio 2009

Balliamo!

Scritto da zorrokamikaze alle 23:56 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: immagini
domenica, 18 gennaio 2009

Rebus

Scritto da zorrokamikaze alle 20:13 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: immagini
venerdì, 09 gennaio 2009

Risveglio a Gaza.



Nacqui così
in questo ospedale
con la striscia sul cuore
che indicava il mio nome
e dormivo a pensare
com'era bello
il paradiso lunare
del ventre materno.

  Fuori è il delirio
ma dormo tranquillo
nell'ospedale
  dentro il giaciglio
nella bambagia
caldo ed afrore.

Ho un po di fame.
Caldo sul cuore.

Sono nato anni fa,
ora ricordo.
Ma è un ospedale.
Comunque ospedale.
E' qui che mi trovo.
Non ho solo fame.

Mi sveglio.

Bozzoli bianchi.
Non è una bambagia.
Una striscia sul cuore
forse è il mio nome?
Non dormo per ore
non passa nessuno.

Il freddo invernale
passa sicuro.
  bozzoli bianchi
macchie sul dorso
odore di zolfo
odore di sporco.
E non passa nessuno.
Rimango per ore
a guardare
  lo scuro più nero
chi ha spento le luci
si fa tutto nero.
Ricordo il bruciore
nel ventre, poi nulla.
  Si chiudono gli occhi.
Non passa mai il tempo.
Mi manca il respiro.
M'invento un giocare.
  Ancora mi trovo
in un ospedale
che è dentro il quartiere
che è nella Città
che è dentro la Striscia
che segna ad oriente
in un continente
che si trova nel mondo,
che è nel profondo
e oltre Nettuno
e oltre la Luna...
QUALCUNO RIACCENDA
LE LUCI!!!
Scritto da zorrokamikaze alle 15:36 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
giovedì, 01 gennaio 2009

uhm

2009
Scritto da zorrokamikaze alle 13:03 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: annunci
sabato, 27 dicembre 2008

Crepa nel muro

La capacità di resistere
prescinde le mie doti
certo
allora catturai il pulviscolo
con la stretta delle ciglia,
per non farlo
inutilmente danzare
nell'albeggio,
nuvole ossute

sostavano intanto
,
troppo labili
per amare,
così abbottonate
nel gelo, al riparo
di pomeriggi puramente
carnali
,
ricordi
statue di amnesia,

incollate in preghiera
nude di vesti ferme,
eravamo qui
ricordi?
Eravamo noi
ancora stupendi
ancora umani

ancora vivi
ancora salvi
Scritto da zorrokamikaze alle 21:03 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: poesie
venerdì, 19 dicembre 2008

E allora, disse

Gli occhi di bottiglia
vetro rotto annaspa
fra le ciglia
liquido salino
e gorgoglia
a briglia sciolta,
piccola
come una mollica
che non va via,
come l'orma
di una carezza
sotto l'orecchio ,
ma tirando su la palpebra
ci si ritrova a toccare
terra
e sporcarsi le orecchie
di gente di parole
e allora
fammi
saltare
il cuore

con o senza scarpe

fammi
saltare
il cuore

che aspetti
FAMMI
saltare il cuore!

ed io
di carne
fui
un vespaio
che più
che a pungere
volevo liberare
centomila ali
  membranose
Scritto da zorrokamikaze alle 11:48 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: poesie
mercoledì, 17 dicembre 2008

Nel mezzo

Zeffiro percuote
le sgraziate nuvole
d'imbruno,
fatte di calde pareti
elettrificate.
I morti che volano
lasciandosi
a terra orchidee
s'immergono
nel vapor rosaceo
e stridono
lanciano ottave
di piacere,
nenie lamentose,
cori d'orgasmo

i morti della terra
dentro nubi carnicine
fanno l'amore
Scritto da zorrokamikaze alle 21:29 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 06 dicembre 2008

A mio modo

Riderò del mio dolore
col naso a vento
e gli occhi alle nuvole
mentre il mondo passerà
e ti guarderò ferirmi ancora
ridendo più forte!

Che venga il tempo
e il tedio dei giorni
il brivido
delle favole
e delle stagioni
io non sono fatto
per stare scomodo
ma per mangiare
del mondo
le sue opere
di crudeltà
Scritto da zorrokamikaze alle 12:36 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
mercoledì, 03 dicembre 2008

Baobab

Di certo attenderò secoli di orrore
prima della foglia d'inverno
e del primo prato d'aprile.

Così sarà anche la tua fronte,
in attesa di niente,
in attesa forse del mare.

Nausea saranno i primi giorni
e mi farò spavento
di fronte alla tragedia degli anni,

il tetro danzare degli orologi
mitigherà forse la noia
la scacchiera di angoscia

che dipinge le nostre vite?

In un delizio silenzio
forse mi chiuderò
in un perverso istante
di favole
a nutrirmi di fantasie
e sparuti attimi di ferma,
a rimanere supino
al pavimento scalzo
in una bara di carne
e questa strana ora
che mai arriva.
Scritto da zorrokamikaze alle 17:33 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie

Sciamano

Vorrei provarti dentro di me.
Io fui immobile ma senza
speranza di parlare,
espressi solo vaghe
e confuse ombre.
Sottrarrei alle mie membra
il principio vitale
per darti chiarore
alle guance,
fosse per me
porrei il rito
per toglierti le nuvole
dagli occhi
a fronteggiare l'alba
con i nostri volti
svuotati
dalla passione,

brivido,
immenso.
Scritto da zorrokamikaze alle 15:35 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie