E' dalla trachea che dovrete temere non il respiro, ma emetici tossi di rabbia e dolore

...e se vi tagliano la gola tranquilli: è l'Italia.


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_______________ LIBRI

sabato, 21 novembre 2009

Patologia

Torace,
mi sei testimone
dell'inflazione cardiaca:
abbiamo sature
le turbine
e i pesi da un chilo
infiocchettati
al nucleo vascolare
(che è sembianza
del tuo vivere bellezza)
così ho detto,
annota:
ho precaria
la bellezza,
e sanguinerà via
volando leggera,
se non mi invento qualcosa.
Scritto da zorrokamikaze alle 12:34 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie:
giovedì, 19 novembre 2009

Io entro marzo a cavallo
ti porterò per andare
su zampe di rose
nelle brume in miraggio,
gonfieranno le imposte
al passaggio, ferite
di vento
la strada perderà
l'asfalto
per cominciarsi campagna
e lì
nelle sterpaglie d'oro
mi perderò fra i tuoi capelli
mi perderò sicuro
con la foga dell'assetato
a baciarti il ventre col mio
ti ricorderai lo spero
come si fa l'amore
Scritto da zorrokamikaze alle 19:33 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
lunedì, 02 novembre 2009

Il cigno e la medusa

La luce non ha peso,
lo sapevi?
Lo ha detto lo studioso
col metro e il bilancino
ma non mi meraviglia:
sapevo già
quanto eri leggera
anche senza contarti i nei.

spalancando ombrelli di piume
eravamo oltre il lucernaio
a passeggiare
nelle quattro soglie
che come sinfonie
ci portano fuori del mondo

su non essere cianotica
che il cielo è finito, sai
si apre il palco poi...
  dimmi amore
che non arriveremo mai
Scritto da zorrokamikaze alle 18:22 | Link | commenti (4) | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 31 ottobre 2009

Decesso stereofonico

Abili come chirurghi pediatri
tiriamo fuori dal profondo
il respiro
dei nostri bambini ventricolari
e con oscene giravolte
spettacolari
li diamo alla luce
mezzi abortiti.

Una volta sognai
un volo placido fra le stelle
appoggiato su un albero
col bambino in me appunto,
stravolto dall'alta quota:
non vi dico che fatica scendere.

Eppure lo so io, lo so:
sono capace.
Non c'è destino, davvero,
nemmeno la carne
nemmeno il baricentro
dello stomaco e delle ossa
nulla può impedirmi
di tornare fra le brezze
neanche l'aeroplano,
io sono il buio!
io la nuvola!

perché lucido
io so il segreto del respiro
e parto come niente
mi spingo,
non c'è alcun albero
velivolo, terremoto
dentro il mio bambino fenomeno,

nessun

destino
Scritto da zorrokamikaze alle 20:25 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 24 ottobre 2009

Col sorriso di microonde

Nell'aria che respiri
ci sono anch'io
e se non mi credi
avvicinati meglio
che te lo possa dire
con tutta la bocca

io non mi credo,
e vorrei farmi
seppellire
sulle rive d'un fiume
o sul muso segreto
d'una dolina.

o in alternativa
presentarmi
cosparso di genziane
e di bioetanolo
sulla soglia di casa tua
con la candela in mano
Scritto da zorrokamikaze alle 13:09 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
mercoledì, 21 ottobre 2009

La dama e la seggiola



Sedotta trangugiò
  il veleno
rimanendo in posa,
e come compagno
uno sgabello

danzò allegra un allegretto
ma non vedeva
che sedie sui tavolini

e nessuno
nessuno ad applaudire
la sua esibizione

per la verità
lei non era neanche vera

viva quasi come
un manico di scopa

a fissare gli scranni
più che donna
un attaccapanni
senza cappotti
né cappelli

ad aspettare muoversi
quella
nevrotica maniglia d'ingresso.

Scritto da zorrokamikaze alle 13:24 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
mercoledì, 07 ottobre 2009

NASCE ICON !!!



Nasce ICON, la televisione di carta che parla per immagini. Come ogni icona storica, il televisore caratterizza e descrive buona parte del ventesimo secolo, e malgrado la diffusione del Web, anche dei giorni nostri. Un progetto simile potrebbe essere utile per capire meglio cosa sta succedendo, fare il punto della situazione raccontando un po' la realtà con gli occhi di alcuni artisti, magari anche cercando il modo di combatterla, questa realtà di stucchevolezze, falsità, appariscenza, idiozia, questo magico mondo del tubo catodico che tanto influenza il nostro modo di vivere.

ICON vorrebbe provare a essere un'alternativa a questa dittatura delle immagini, uno strumento per lanciare un segnale, comunicare con l'esterno, nel tentativo che qualcuno dall'altra parte, ascolti.
E si renda conto che esiste un'altra cultura, una gamma di stimoli a cui poter attingere, di fantasia, di sogno. Con un Informativo di Contro-cultura ONirica.

E' possibile il download gratuito (pochi minuti per scaricare il formato PDF)
lunedì, 28 settembre 2009

Piogge divine

Scritto da zorrokamikaze alle 18:04 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: immagini
sabato, 12 settembre 2009

La vita è bella?

Scopro solo adesso che Art Spiegelman, un fumettista che adoro, autore del famoso Maus, ha criticato aspramente il film di Benigni "La vita è bella". Mi è venuta voglia di scrivere due parole in merito.
Spiegelman, di origini ebree (il padre è uno dei sopravvissuti all'orrore dell'Olocausto) ha espresso un punto di vista in negativo del tutto accettabile, ma che io non condivido. Ho notato che chiunque critichi quel film lo guarda col paraocchi della tragedia, senza vedere il lato magico e vitale. Una vitalità che è necessaria, soprattutto a chi ha riportato gravi ferite psicologiche da quella mostruosità che ancora oggi viene attaccata dagli sgherri del negazionismo. L'attacco che Spiegelman pone, a mio parere, è incentrato sull'assoluto pessimismo del "non ne potremo uscire mai più", una visione che di costruttivo non ha niente. Sempre secondo l'autore di Maus il film risulterebbe un insulto verso i martiri e i sopravvissuti, un buonismo volgare che non ha niente a che spartire con la depressione cosmica nella quale gli ebrei DEVONO riversare in eterno, col ricordo pungente e caustico di una mostruosità che non avrà mai fine finché ne serberanno il ricordo (molta gente non ce la fece a sopportare tale bagaglio e si dette la morte) .
Trovo sia giusto preservare, ma perché la vittima di un male non ha il diritto di trovare la pace, all'infuori del suicidio? Perché non cantare, con i mezzi fantastici e onirici del cinema, una dimensione di bontà e di magia, del tutto estranea alla realtà dei fatti ( dei quali siamo tutti a perfetta conoscenza, salvo casi rari) ? Perché non esternare il proprio dolore verso la tragedia più grande dello scorso secolo, sottoforma di una favola nella quale è quasi palese che Benigni urli "vorrei fosse andata così", preservando almeno gli spiriti innocenti dei bambini, altri protagonisti di quella follia nella Germania hitleriana? Per quale motivo chi è sopravvissuto deve continuare a soffrire? Per quale motivo non è possibile dire "andiamo avanti"?
Io vedo questo nel film di Benigni: una fiaba inverosimile dove l'innaturalità delle cose ci mostra che anche davanti all'orrore maestoso dei campi di concentramento si può continuare a vivere. Gli ebrei scampati alla morte avevano un solo pensiero nella mente che li faceva andare avanti: l'immagine lieta dei loro cari.
Benigni ha fatto una cosa molto simile: ha mostrato una storia ricca di magia nella quale il giocoso e il vitale vincono l'inumanità della guerra, ed è questo che salva le persone nei momenti difficili, esattamente questo. Il poter sopravvivere e sputare in faccia all'orrore attraverso la gioia, proteggendo il futuro delle nuove generazioni ad ogni costo.
Scritto da zorrokamikaze alle 12:24 | Link | commenti (4) | Versione Inglese | Categorie: recensioni, news
giovedì, 03 settembre 2009

Abbiamo perso il cielo

Abbiamo perso il cielo, abbiamo perso
e non c'è modo non c'è verso di tornare
né con le astronomie
né con le architetture
né con le immagini dei colossi
biblici

forse l'unico amuleto
è la vetustà dei nostri derma
macchiati dalle lune ipogee
l'unica sembianza insomma
di ciò che siamo, senza i mantelli
a soffocarci le facce

così quaranta di questi lustri
mi ritrovai davvero
con la pelle a nudo,
bellissima
ricca di ferite d'oro
questo è ciò che sono,
questo è ciò che sono
questo è ciò che sono
questo è ciò che sono,
questo è ciò che sono...
Scritto da zorrokamikaze alle 12:06 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: poesie
venerdì, 26 giugno 2009

Senza remi

La donna mia m'attende
oltre il mare
e non c'è più acqua
solo una chiazza insapore

la mia certezza è il gallo
è il sole che piange
se solo fossimo capaci
di amarci
non ci sarebbe il mare
nemmeno l'aria
e gli spazi oltre il muro

a volte soffro la vertigine
  sarà questo legno di te
che mi stringe, secco

fammi coagulo
in rotta verso le rocce
a incagliarmi
non avrò necessità
sarà solo la prua
a ledersi tutt'al più
e se amore carnale sapore
la spuma di sangue
le corde di cembalo,

ahi che feroce orizzonte
poi dal nulla:
TERRA!!!
Scritto da zorrokamikaze alle 10:49 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
domenica, 24 maggio 2009

Esce con Ecopoetico su myspace



NON VIDI CADAVERI BACIARSi

Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero
per le cose che tornano

Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero
per le cose che tornano
come l'inverno che giace
in primavera
come l'inverno che giace
in primavera

non vidi cadaveri baciarsi
sulla luna
esplosa livida di mestizie

gravida di certezze,
come paglia
(probabilmente)
arderemo di dolcezza
come paglia

il dottore certo
il dottore non avrà dubbi
sulle soglie dello sterno

sarà tolta la condanna,
del fiore interno
(probabilmente)
tolta la condanna
del fiore interno.
Scritto da zorrokamikaze alle 15:43 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: musica, immagini, annunci
mercoledì, 20 maggio 2009

Quattro anni e Sandro non torna

Mondo:
queste le mie mani,
queste le mie ali
di carogna

fossimo fatti
di materiali
stoici
passeremo allora
anche la discarica
anche la tossica
risaia
alcalina,
anche l'acquedotto
e le piene della fogna
ma,
ma, siamo poco...
poco meno
che carne,
e per questo
soggetti
all'erosione dei rottami
dagli squali di ruggine
e dagli ospedàli,
la fuliggine e lo scarico
dagli elefanti con le ruote
dall'asfalto poco morbido

e poi

dall'indifferenza,
Nostra Signora
Maestà




Dedicato a Sandrino N. , trucidato quattro anni fa da una quattroruote vigliacca e ipocrita, e dalla diffidenza dei miei concittadini.
Scritto da zorrokamikaze alle 12:13 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 16 maggio 2009

Come fare un film contro S.B.

Ho appena visto "Ho ammazzato Berlusconi" e "Shooting Silvio". Entrambi lungometraggi che esprimono amore verso il nostro beneamato premier. Entrambi tratti da libbbbbri che hanno spopolato fra i sinistroidi. Entrambi portati avanti con rara mediocrità, la cui potenza comunicativa rasenta quella di un elefante morto col cervello pieno di vermi. Ho notato che questi film, che vorrebbero lanciare un messaggio all'italiano medio,hanno parecchio in comune, soprattutto gli aspetti negativi.
Stilo pertanto una serie di ingredienti che i film su Berlusconi hanno e dovranno avere in futuro (tanto la retorica sarà sempre quella).


*COME FARE UN FILM CONTRO BERLUSCONI

1) Scrivere prima un libro (non importa se di merda, va bene anche il print on demand)

2) Parlare in continuazione di Berlusconi dall'inizio alla fine. Wilde non ci ha insegnato niente.

3) Fare retorica. Tantissima. Da nausea.

4) Mettere propositi omicidi su di lui. Non sia mai che il film abbia contenuti intelligenti.

5) Essere ridicoli.

6) Mettere messaggi di estrema sinistra. Mi raccomando. Lui non è il nemico della politica, ma di una sola parte.

7) Invitare attori famosi a fare da cameo. Si sa che attirano.

8) Essere stucchevoli.

9) Cercare di evitare attori bravi. In caso contrario, pazienza.

10) Oh, non scordatevi il punto 5, eh

Adesso siete pronti a realizzare un film contro berlusconi, ricco di gag, stupidità e a bassissima percentuale di contenuti. Tenete presente come termine di paragone sempre "Shooting Silvio", se riuscirete a superarlo avrete fatto una cagata con i controfiocchi.

Ah, ovviamente queste opinioni le sostengo per fare propaganda al PDL.
E' lampante.
Scritto da zorrokamikaze alle 22:34 | Link | commenti (1) | Versione Inglese | Categorie: recensioni
martedì, 21 aprile 2009

Merda

"Un insulto ogni 8 minuti.  Purtroppo è questo il triste primato della televisione italiana. I momenti di rabbia incontrollata verbale, i gesti di prevaricazione e violenza all'interno dei programmi tv sarebbero ormai la norma.

Sono questi i risultati che emergono da uno studio di Comunicazione Perbene, l’associazione senza fini di lucro che si batte per una nuova “Ecologia della Comunicazione” e che ha intervistato 130 esperti e monitorato le reti nazionali per individuare che spazio hanno litigi e risse nei programmi: 32 ore al giorno sono a rischio, situazione che peggiora la domenica, con 40 ore. Nella pratica ogni 8-10 minuti su uno dei principali canali, si puo' ascoltare un insulto o una lite.

E ciò che più dà fastidio è che nessun rispetto viene esercitato nei confronti della cosiddetta fascia protetta. Secondo il 64% degli intervistati, questo modello di comportamento può avere effetti devastanti sul pubblico dei bambini e degli adolescenti i quali possono crescere convincendosi che aggredire gli altri, anche se solo a parole, possa essere la prassi quotidiana. Lo studio di Comunicazione Perbene ha individuato quattro macrocategorie di programmi a forte rischio-insulto.

In questa deprimente classifica, meritano la prima posizione i reality show e i talent show con la rissa sfiorata al GF9 ancora fresca. La media rilevata è un insulto ogni 8 minuti. Secondo gli esperti, in queste tipologie televisive, la rissa è volutamente ricercata o scritta dagli autori perché evidentemente “fa ascolti”. Al secondo posto, ma staccati di un nonnulla, i talk show e i programmi di approfondimento e informazione. Qui la rissa verbale scoppia ogni 10-11 minuti. 

Al terzo posto, le trasmissioni di sport che, sino a qualche anno fa, erano le uniche a registrare questo fenomeno, acquisito in seguito anche dagli generi. Qui la sopraffazione verbale si registra ogni 12-15 minuti. Un esempio su tutti? La recente lite in diretta tra Enrico Varriale e Walter Zenga.

Ma anche i programmi di intrattenimento non vengono meno a questa riprovevole regola della neo-televisione. Qui la fanno da padrone i salotti dei contenitori domenicali, nei quali in media scoppia una rissa verbale ogni 18-20 minuti. E come non ricordare lo storico litigio tra Pappalardo e Zequila successo a Domenica In?

Ma è davvero questo quello che vogliamo vedere, è questa la Tv che ci interessa?"

 

Fonte: http://it.tv.yahoo.com/blog/article/22987/

Scritto da zorrokamikaze alle 14:12 | Link | commenti (3) | Versione Inglese | Categorie: news
domenica, 12 aprile 2009

A volte se non toccassi il cielo

A volte se non toccassi il cielo
                               per picchiarlo
mi accorgerei che è solo un bambino azzurro.
So già il giorno in cui mio nipote verrà
                                     in un altare d'aperta campagna
e urlerà al vento "il nonno è morto! il nonno è morto!"

lì dove solo le anatre si permettono di morire,
lì dove si fan messe cogliendo fiori secchi

non capirò mai perché labbra azzurre
sono peggio di labbra rosse.
L'azzurro è il colore dell'azoto nell'atmosfera,
mentre il rosso invece, è il colore delle trincee.

Diteglielo,
a chi supplica la vita,
che siamo fatti delle nuvole peggiori,
che siamo vigliacchi come quelle nuvole
                                               a quadretti

La diagnosi, è la stessa, sempre la stessa:
siamo azzurri
come mutande, telefoni, coperte, giocattoli
e a me basta.


(Sandor Torvjollit, "La linfa del cemento", Ed. Beit, 1982)
Scritto da zorrokamikaze alle 16:40 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: sandor torvjollit
mercoledì, 25 marzo 2009

Altrove da me - Lucilla Galanti, Ed. I Sognatori

Stenta davvero a iniziare, ALTROVE DA ME.
Come un motore a scoppio di quelli vecchi, che hanno bisogno di più giri di manovella per mettersi in moto. Allo stesso modo, questo libro desidera attenzione, o si rischia all'inizio di trovarlo noioso. Almeno, questa è l'impressione che ha dato a me, non dovete prenderla come un assunto assoluto.
Però...però...man mano che ti addentri nella fitta trama, tutta quell'atmosfera onirica, psicologica, triste, claustrofobica, surreale, oscena, divertente, grottesca, misteriosa...beh a quel punto volente o nolente, ti piglia. Davvero. Inizialmente da buon ignorante quale sono lo snobbavo un po' ALTROVE DA ME, devo ammetterlo, solo che...a un certo punto ha preso a inseguirmi. Proprio come gli oggetti parlanti descritti da Lucilla nella narrazione, questo libricino ha preso a rincorrermi. Ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni sera mi guardava sul comodino, con quei mille occhi da pesce che fin da subito mi avevano attratto quando uscì mesi fa.
"Leggimi" si limitava a dire, ermetico come Il Saggio del racconto, amico della protagonista. Poi sempre più petulante, insistente. Finché la mia attenzione non l'ha avuta del tutto, assorbendomi fino all'ultima pagina. Ma era troppo tardi. L'avevo finito. Con l'amaro in bocca, lo ammetto. Proprio quando stavo iniziando ad affezionarmi alla protagonista e ai suoi comprimari. Desidero però fare un appunto verso gli altri recensori: non ho percepito nulla di Cronenberg nelle trasformazioni continue che sbocciano durante la storia. Trovo che ci siano poche analogie con il regista canadese, il quale predilige una profondità anche carnale oltre a quella psicologica. In ALTROVE DA ME la carnalità è abbastanza soffusa, per lasciare spazio alle nebbie del delirio, per cui si ha una situazione che è più "eterea" con sporadiche immersioni sensoriali. Cronenberg ti penetra nell'epidermide mostrando la contorsione che possono raggiungere i corpi umani. ALTROVE DA ME invece è sapientemente giocato sul fantastico e l'allucinazione. Ecco, spero di essermi spiegato perché talvolta non so trovare le parole giuste nemmeno scrivendo. Fatto sta che il libro mi ha tirato dentro, e possiede ancora una parte di me al suo interno. Un magnete o un corpo celeste densissimo che non può non trarre a sè gli incauti sventurati che amano il sogno e la follia.
Da segnalare le seguenti frasi che ti lasciano solchi di 15,3 cm sull'anima:
Pag. 30, ventottesima riga.
Pag. 39, ventottesima riga.
Pag,103, ultima riga.
Buona caccia al tesoro, ne vale la pena.
E che il disagio sia con voi.
Scritto da zorrokamikaze alle 17:27 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: recensioni
martedì, 24 marzo 2009

A volte semmai

Periferie di malessere
ipocondria
periferie di pensiero
poi a Messina, il terremoto
due mesi dopo, il futurismo.
E come vedo i suoi capelli
sempre girati
a celare il volto
porrei uno scranno
magari un periscopio
per poterti guardare
e non mi guardi.

Perché anche lei leggera
bandiera bianca vela
noi sempre disuniti
a lacerare il tempo
Scritto da zorrokamikaze alle 10:05 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
domenica, 22 marzo 2009

Il mago

Scritto da zorrokamikaze alle 12:16 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: immagini
giovedì, 05 marzo 2009

Le strade che piegano sugli orli di strapiombi

Fieri
con le armature divelte
affrontammo
gli uragani
e qualche volta
umidi
col furore delle dita
fermavamo
per quel che serve
la pioggia e la nebbia
talora spogli delle pelli
senza ripari
ginocchioni
con il naso al vento
senza paura del vento
torturati di fiori
senza paura dei fiori
e il freddo il corollario
la rivolta del cielo
l'ossario il rudere il rottame
il bianco nelle calde pareti
polmonari
i nasi sempre al vento
la cima delle chiome nostre
sempre belle sempre eterne
e l'intuizione delle ossa secche
sotto carne sotto pelle, ecco!
La poesia.
E' un atto.
Di.
Coraggio.
Scritto da zorrokamikaze alle 12:19 | Link | commenti (3) | Versione Inglese | Categorie: poesie
lunedì, 09 febbraio 2009

FUTURI CONNESSI



  FUTURI CONNESSI

Una serata di proiezioni, performance, reading e follia, dal Futurismo al Connettivismo

Milano, 9 febbraio 2009

Sabato 28 febbraio prossimo, presso lo Spazio Polaresco di Bergamo, il Centro Universitario Teatrale e il Movimento Connettivista, in occasione del centenario della fondazione del Futurismo, presenteranno uno spettacolo dedicato a due avanguardie artistiche italiane, accomunate dal desiderio di varcare i confini del presente: il Futurismo storico, appunto, e il Connettivismo attuale.

Gli attori del CUT si esibiranno nella recitazione di testi di produzione futurista, mentre i connettivisti metteranno in scena alcune loro creazioni: a cominciare dal manifesto stesso del Connettivismo, per poi proseguire con la proiezione del corto cinematografico Lo Specchio e la Pistola, per la regia di Alberto Rizzi, tratto da un racconto di Alex "Logos" Tonelli, che verrà a sua volta teatralizzato da Giuliano Gariboldi, attore e docente del CUT; per continuare con il reading futurista-fantascientifico di Lukha Kremo Baroncinj, tratto dalle pagine del suo ultimo romanzo, Gli Occhi dell'Anti-dio: gli impulsi gotico-cibernetici di Sandro "Zoon" Battisti, co-fondatore del movimento nonché webmaster del portale Cybergoth; i deliri surreali di Mario "BlackM" Gazzola, che offrirà una lettura drammatizzata del suo racconto Barriere; le atmosfere catartiche di Visione, a cura di Paolo "Evertrip" Ferrante; per poi finire con il reading collettivo Cadenze Cosmiche ai Margini di un'Eclissi Cibernetica, testo nato dalla penna di più di dieci autori connettivisti nel corso di una sessione di scrittura collettiva on line tenutasi il 23 dicembre 2008 sulle pagine elettroniche del blog Supernova Express. Tutto questo e altro ancora è Futuri Connessi.

Il CUT

La compagine teatrale del CUT nasce a Bergamo nel 1978. A partire dal 1993, il centro è interamente gestito da studenti universitari. La direzione artistica è attualmente affidata al veterano Claudio Morandi. Nel corso degli anni, il centro si è distinto per la capacità di valorizzare le leve locali e per l'alto livello qualitativo espresso sul palco. L'associazione produce con continuità spettacoli e promuove serate e rassegne teatrali liberamente organizzate.

Il Connettivismo

Il movimento connettivista viene fondato nel 2004 da Sandro Battisti (autore di moltissimi racconti e romanzi apparsi su riviste e antologie, e conduttore di un programma radiofonico, Tersicore), Marco Milani (scrittore pubblicato sia in Italia che all'estero, oltre che editore con le Edizioni Diversa Sintonia) e Giovanni De Matteo (quest'ultimo vincitore nel 2006 del mondadoriano Premio Urania, con il romanzo Sezione Pi Quadro). Da allora, il Connettivismo ha prodotto due antologie narrative (Supernova Express, del 2007 e per la Ferrara Edizioni, e Frammenti di Una Rosa Quantica, del 2008, pubblicato dalla casa editrice milanese Kipple Officina Libraria), oltre a ben undici numeri della rivista Next, braccio divulgativo cartaceo della poetica connetivista, che unisce fantascienza e speculazione pura – scientifica, filosofica ecc. – oltre a poesia, critica, sperimentazione e sguardi sul futuro presente, in un crescendo memetico che di numero in numero rischia di esplodere ben oltre i confini della Singolarità. La compagine connettivista è in costante crescita, poiché il Connettivismo non è un movimento chiuso, anzi, è rigorosamente open-source, aperto a chiunque senta di condividerne principi e idee.

Di seguito le coordinate dell'evento.

Dove? Presso lo Spazio Polaresco, in via Polaresco, 15 a Bergamo.

Quando? L'inizio delle performance è previsto per le ore 21,00.

L'ingresso è gratuito.

Per informazioni e contatti: futuri.connessi@gmail.com

Scritto da zorrokamikaze alle 15:14 | Link | commenti (3) | Versione Inglese | Categorie: annunci
mercoledì, 28 gennaio 2009

Un sogno dentro un sogno vol.2



Continua la serie di antologie "Un sogno dentro un sogno", secondo volume ricavato dai vincitori dell'ominimo premio indetto dalla casa editrice I Sognatori. L'oggettino in questione che vedete sembra a prima occhiata un'opera fatta a mano da un monaco amanuense, che dalla copertina al contenuto sembra aver lavorato di pennino fino all'ultima riga. Ancora complimenti a Francesca Santamaria per la scelta grafica "infantile" ma immediata. Entriamo nel libro.
E' necessaria una premessa o due: prima di tutto devo fare i miei complimenti alla quantità di vincitrici (sette su dieci!!!) che hanno avuto l'onore di finire in antologia, decisamente una rivalsa nel panorama editoriale femminile.
In secondo luogo, sono rimasto stupito dalla ricorrenza di certe tematiche ( la morte in primis, vista da parecchi punti di vista originali) e certi elementi ciclici, tra cui il misterioso numero 12. Dodici anni. Due e dodici. Dodici dodici dodici. Ma non era 23 il numero maledetto???
A parte questo scherzoso intro, passiamo all'analisi dei racconti dell'antologia.

Novembre di Francesca Tibo inizia appunto col tema della morte, con il messaggio positivo di tenere l'Oscura Signora a dovuta distanza dalla vita dei bambini...in linea generale ho apprezzato molto, soprattutto il finale "sonoro".
L'estro disarmonico fa della surrealtà e della poesia extraurbana un cavallo di battaglia, da segnalare i bellissimi "fotoni rispettabili", un gioco continuo di ossimori e paradossi che culmina in un finale da pianto, sì ve lo assicuro qui c'è davvero da lacrimare. Complimentoni al signor D'arcangelo.
Il colonnello se ne è andato via tratta di un altro dei temi ricorrenti dell'antologia, l'orrore della guerra. Un racconto per metà psicologico e per metà che fa perno sulla realtà spagnola di quel periodo, dell'orrore che si stava attraversando, visto in parte con gli occhi di una bambina e del suo genitore ricco di dignità.
Per sua divina provvidenza è uno sciabordarsi nei mondi psicologici della signorina Vajngerl, da bizzarre apparizioni mistiche a nuovi sogni vegetali, animali, ricordi che fioriscono e rifioriscono fra le mura della mente protagonista, che si accorge alla fine di...
Il vero Luigi. Stefano Mascella ci mostra, non senza una certa ironia, di come può essere ripartita la psiche umana, nei suoi schizofrenici desideri e pulsioni, che non mancano di porre un certo interrogativo, che verrà ripreso in altri racconti: siamo noi il sogno di qualcun altro?
Sogno e son destro. Graditissimo sempre lo sperimentalismo, ma non in questo caso. Niente di personale, non mi è piaciuto. A voi lettori la parola.
Angelus. Il tema della Shoah è sempre scottante, ma visto in quest'ottica favolesca-mistica decisamente ha del bello. Una forza che trascende carni consumate nell'Arbeit Macht Frei, una forza vitale che si eleva oltre le barriere indebolite del fisico umano, ancora una volta protagonista il bambino, figlio dell'orrore, dello Zeitgeist del nostro tempo, vincitore a suo modo nella realtà che lo vedrebbe perdente. Applauso alla signorina Armentano.
Mente cosmica. Adoro la fantascienza, e vedo Philip K. Dick continuare a dare ispirazione come una eco continua. Il tema delle OOBE preconizzate da Timothy Leary applicate al postumano, per quel che ne so, non è mai stato affrontato in questo modo, e questo pone l'originalità del racconto in lista fra i miei preferiti, per non parlare della spruzzatina di attualità che non fa mai male. E' questo il ruolo che deve giocare la fantascienza, da sempre: prefigurare scenari, dare risposte prima delle domande.
Il verbale della seduta. Chi ha detto Kafka? A voi la parola con questo racconto paradossale :-)
Oltre l'arcobalneo. L'ultimo racconto, uno stile che ricorda le favole greche romane del Fedro e dell'Ovidio citato all'inizio. Anche la prosopopea delle entità descritte mi da di già sentito, per non parlare del finale. Bella rielaborazione delle vecchie favole, d'accordo, ma...quindi? Non mi ha convinto.

In generale, posso dire che mi ha soddisfatto questo caravellare nei mondi di questi dieci scrittori/trici, consiglio a chiunque possieda un portagioie di infilarci questo oggettino che sembra fatto a mano, continuazione egregia del primo episodio di Un sogno dentro un sogno
Scritto da zorrokamikaze alle 09:46 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: recensioni
domenica, 25 gennaio 2009

Balliamo!

Scritto da zorrokamikaze alle 23:56 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: immagini
domenica, 18 gennaio 2009

Rebus

Scritto da zorrokamikaze alle 20:13 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: immagini
giovedì, 01 gennaio 2009

uhm

2009
Scritto da zorrokamikaze alle 13:03 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: annunci
sabato, 27 dicembre 2008

Crepa nel muro

La capacità di resistere
prescinde le mie doti
certo
allora catturai il pulviscolo
con la stretta delle ciglia,
per non farlo
inutilmente danzare
nell'albeggio,
nuvole ossute

sostavano intanto
,
troppo labili
per amare,
così abbottonate
nel gelo, al riparo
di pomeriggi puramente
carnali
,
ricordi
statue di amnesia,

incollate in preghiera
nude di vesti ferme,
eravamo qui
ricordi?
Eravamo noi
ancora stupendi
ancora umani

ancora vivi
ancora salvi
Scritto da zorrokamikaze alle 21:03 | Link | commenti (2) | Versione Inglese | Categorie: poesie
mercoledì, 17 dicembre 2008

Nel mezzo

Zeffiro percuote
le sgraziate nuvole
d'imbruno,
fatte di calde pareti
elettrificate.
I morti che volano
lasciandosi
a terra orchidee
s'immergono
nel vapor rosaceo
e stridono
lanciano ottave
di piacere,
nenie lamentose,
cori d'orgasmo

i morti della terra
dentro nubi carnicine
fanno l'amore
Scritto da zorrokamikaze alle 21:29 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 06 dicembre 2008

A mio modo

Riderò del mio dolore
col naso a vento
e gli occhi alle nuvole
mentre il mondo passerà
e ti guarderò ferirmi ancora
ridendo più forte!

Che venga il tempo
e il tedio dei giorni
il brivido
delle favole
e delle stagioni
io non sono fatto
per stare scomodo
ma per mangiare
del mondo
le sue opere
di crudeltà
Scritto da zorrokamikaze alle 12:36 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie
sabato, 29 novembre 2008

La storia proibita

In questo periodo asettico
sfiorano la mente mia
pensieri di campagne,
parole di scrittori lontani,
cuori da capacità d'ettolitri
traboccanti vin rosso,
e negli spasimi del libeccio
si aggrappa come un bambino
il desiderio di gioire
a costo di perdere la fibra
che mantiene la vita.
E' il contorno che si sciupa
delle cose,
la menomazione
di corpi sfiatati,
le risa che echeggiano
negli sfarzi della pazzia
dell'unica vera pazzia
l'autentica gioia
di amare e morire
non come macchine
ma come uomini
che cantano cadendo
Scritto da zorrokamikaze alle 21:10 | Link | commenti | Versione Inglese | Categorie: poesie